2007. I manager di Chrysler ricevono bonus record mentre l'azienda va verso il fallimento. Il MIP era mal strutturato.
- 2007Cerberus Capital Management — uno dei maggiori fondi di private equity americani — chiude l'acquisizione di Chrysler da DaimlerChrysler per $7,4 miliardi. È uno dei deal LBO più grandi della storia dell'auto. Per trattenere il management team ed allinearne gli incentivi, Cerberus struttura un Management Incentive Plan (MIP) con metriche di performance legate ai profitti a breve termine e ai target di produzione.
Il problema: le metriche erano basate su EBITDA corrente e volumi di produzione, non sulla generazione di valore a lungo termine. I manager ottimizzavano per i bonus di breve periodo — tagliando gli investimenti in R&D, deferred maintenance, e sviluppo dei modelli elettrici — proprio mentre il mercato dell'auto americano iniziava la caduta libera che sarebbe culminata nella crisi del 2008.
Risultato: i manager incassano bonus record nel 2007. A giugno 2009, Chrysler dichiara bancarotta. Il MIP aveva creato incentivi perfettamente allineati con gli interessi del management a breve termine — e perfettamente disallineati con quelli del fondo, dei creditori, e dell'azienda.
Il Management Incentive Plan è il contratto tra il fondo e il management. Quando è strutturato bene, il management diventa il partner più prezioso nella creazione di valore. Quando è mal strutturato, incentiva esattamente il comportamento che distrugge valore.
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Parte I — Cos'è un MIP e Perché i Fondi PE lo Usano
La Logica Economica
In un deal di Private Equity, il fondo non gestisce l'azienda direttamente — gestisce il management team che gestisce l'azienda. Questo crea un problema classico di principal-agent: il fondo (principal) vuole massimizzare il valore dell'investimento su un orizzonte di 4-7 anni; il management (agent) potrebbe preferire stabilità lavorativa, bonus annuali certi, e minimo rischio personale.
Il Management Incentive Plan risolve questa asimmetria allineando economicamente gli interessi del management con quelli del fondo: se il fondo guadagna, il management guadagna; se il fondo perde, il management perde.
Perché il MIP Funziona Meglio del Solo Stipendio
| Solo stipendio | Stipendio + MIP ben strutturato |
|---|---|
| Manager non partecipa all'upside | Manager partecipa all'upside proporzionalmente |
| Manager evita rischi = evita crescita | Manager cerca opportunità di creazione di valore |
| Talenti migliori preferiscono aziende quotate con stock options | Il MIP rende l'azienda PE competitiva per i talenti |
| Nessun allineamento sull'exit | Manager motivato a preparare l'azienda per la exit |
Struttura Tipica del MIP in un Deal PE Italiano
Il MIP in un deal PE italiano ha generalmente due componenti:
1. Componente di equity (sweet equity): il manager acquista o riceve azioni/quote dell'azienda a un prezzo agevolato. Guadagna solo se e quando il fondo guadagna — tipicamente all'exit.
2. Componente cash (bonus plan): target annuali legati a KPI operativi (EBITDA, revenue, cash conversion). Pagato annualmente. Meno legato all'exit, più alla performance corrente.
Questa lezione si concentra sulla componente di equity — il meccanismo che crea l'allineamento strutturale tra fondo e management.
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Parte II — I Tre Strumenti del MIP
Strumento 1 — Stock Option (Opzioni su Azioni)
Una stock option dà al manager il diritto (non l'obbligo) di acquistare azioni dell'azienda a un prezzo prefissato (strike price o exercise price) entro una data futura, dopo un periodo di vesting.
Meccanica:
``
Profitto dell'opzione = (Valore di mercato − Strike price) × Numero di opzioni
``
Il profitto esiste solo se il valore di mercato supera lo strike price. Se l'azienda vale meno dello strike price, le opzioni sono "underwater" (sott'acqua) — non vale la pena esercitarle, e il manager non guadagna nulla.
Esempio — CEO di Ferro S.r.l.:
- •Opzioni assegnate: 50.000
- •Strike price: €1,00/azione (valore all'assegnazione)
- •Valore all'exit: €3,50/azione
Profitto = (€3,50 − €1,00) × 50.000 = €125.000Vantaggio per il manager: se l'azienda cresce molto, l'upside è illimitato. Se non cresce, il manager non guadagna ma non perde neanche il proprio denaro (non ha comprato nulla).
Vantaggio per la società: non richiede che il manager investa denaro proprio.
Svantaggio: le stock option non creano skin in the game — il manager non ha rischiato nulla di personale, quindi l'allineamento è asimmetrico (solo upside). Per questo molti fondi PE preferiscono la sweet equity.
Strumento 2 — Phantom Stock (Azioni Fantasma)
La phantom stock è un piano cash: il manager riceve un "bonus" pari al valore economico che avrebbe avuto se avesse detenuto azioni vere, senza che queste vengano effettivamente emesse.
Payout phantom = (Exit price − Prezzo base) × Numero di phantom shares
``La phantom stock è interamente in cash — non ci sono emissioni societarie, non cambia la cap table, non ci sono problemi legali legati al trasferimento di quote. È più semplice da strutturare, specialmente nelle S.r.l. italiane.
Quando è preferita: deal di piccola dimensione (€5-20M EV) dove la semplicità giuridica vale più della potenziale ottimizzazione fiscale; management team che non vuole rischiare denaro proprio; deal in S.r.l. dove l'emissione di quote è complessa.
Svantaggio: il payout è trattato come reddito da lavoro dipendente — aliquota marginale IRPEF, potenzialmente al 43% + addizionali. Nessun vantaggio fiscale rispetto a uno stipendio.
Strumento 3 — Restricted Stock Units (RSU)
Le RSU (Restricted Stock Units) danno al manager il diritto a ricevere azioni gratuitamente dopo il vesting, senza pagare uno strike price. Sono "stock option a strike zero".
Valore RSU alla maturazione = Valore di mercato × Numero di RSU
``Differenza chiave dalle stock option: l'RSU ha sempre valore se l'azienda vale qualcosa (non può essere underwater). Anche se il valore dell'azienda scende rispetto all'assegnazione, le RSU mantengono valore.
Quando è preferita: per trattenere talenti in modo più prevedibile (non il rischio di opzioni underwater); per manager con minore propensione al rischio; nei piani post-IPO delle società quotate.
Il limite: in Italia le RSU sono tassate come reddito da lavoro all'assegnazione (o al vesting), a differenza delle stock option che godono del regime agevolato art. 51 TUIR. Questo le rende fiscalmente meno efficienti nella strutturazione dei MIP italiani.
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Parte III — Il Vesting: Come Matura il Diritto
Cos'è il Vesting
Il vesting è il meccanismo con cui il diritto del manager sullo strumento di incentivo matura nel tempo. Il manager non riceve tutto subito — acquista progressivamente il diritto alle azioni/opzioni/phantom shares per incentivarlo a rimanere e a performare.
Cliff Vesting
Il cliff è il periodo iniziale durante il quale non matura nulla. Se il manager lascia prima del cliff, perde tutto.
Mese 1-11: 0% maturato (se si va via, si perde tutto) Mese 12: 25% matura istantaneamente (il "cliff") Mese 13-48: il restante 75% matura linearmente (2,083%/mese) ```
Linear Vesting (Vesting Lineare)
Dopo il cliff, il vesting procede linearmente — ogni mese matura una quota uguale del rimanente.
Esempio con 4 anni, cliff 1 anno:
| Periodo | % maturata | Azioni maturate (su 100.000 totali) |
|---|---|---|
| 12 mesi (cliff) | 25% | 25.000 |
| 24 mesi | 50% | 50.000 |
| 36 mesi | 75% | 75.000 |
| 48 mesi | 100% | 100.000 |
Acceleration — Vesting Accelerato
L'acceleration clause matura anticipatamente tutti i diritti in caso di specifici eventi:
Single trigger acceleration: matura tutto alla firma del deal di exit (M&A), indipendentemente da chi acquista. Vantaggioso per il manager, spesso resisto dagli acquirenti strategici.
Double trigger acceleration: matura tutto solo se avvengono contemporaneamente DUE eventi — (1) cambio di controllo (exit) + (2) terminazione senza causa del manager entro 12-18 mesi dal closing. È il compromesso più comune perché protegge il manager dal rischio di essere licenziato dopo l'exit prima di incassare.
Acceleration in deal PE: i fondi PE preferiscono che il management rimanga motivato dopo il closing. Single trigger acceleration riduce l'incentivo a restare. La prassi è double trigger o acceleration parziale (es. 50% al cambio di controllo, 50% con double trigger).
Vesting in un Deal PE vs Vesting in una Startup
In una startup VC, il vesting è principalmente uno strumento di retention — evita che il co-founder se ne vada dopo 6 mesi con la sua quota.
In un deal PE, il vesting ha un obiettivo diverso: allineare l'orizzonte temporale del management con quello del fondo. Il fondo ha un orizzonte di 4-7 anni. Il manager deve rimanere e performare per tutto quel periodo. Il vesting PE è tipicamente più corto (3-4 anni, allineato con l'exit window) e spesso con cliff più breve (6 mesi invece di 12).
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Parte IV — Good Leaver vs Bad Leaver
La Distinzione Fondamentale
Good leaver e bad leaver definiscono le condizioni di uscita del manager dal MIP e determinano quanto vale la sua quota alla partenza.
Good leaver — uscita involontaria o per cause "non colpevoli":
- •Licenziamento senza giusta causa o giustificato motivo
- •Morte o invalidità permanente
- •Mancato rinnovo del contratto per iniziativa del datore di lavoro
- •Dimissioni per giusta causa (comportamento grave dell'azienda)
Bad leaver — uscita volontaria o per cause "colpevoli":
- •Dimissioni volontarie prima del cliff o prima dell'exit
- •Licenziamento per giusta causa (grave inadempimento, frode)
- •Violazione di non-compete o non-solicitation
- •Concorrenza sleale
La Matematica del Buyback
Quando un manager esce, il MIP agreement tipicamente prevede che la società (o il fondo) riacquisti le azioni/opzioni maturate a un prezzo che dipende dalla categoria di uscita:
Scenario 1 — Good Leaver:
``
Prezzo buyback = Fair Market Value (FMV) delle azioni maturate
``
Il manager viene ripagato al valore di mercato. Se l'azienda vale €30M e il manager ha maturato lo 0,5% dell'equity, riceve €150.000.
Scenario 2 — Bad Leaver:
``
Prezzo buyback = min(Prezzo di acquisto, FMV × Percentuale ridotta)
``
Il manager viene penalizzato — tipicamente riceve solo il suo investimento iniziale, o una fraction del FMV (es. 50%), o addirittura zero per le opzioni non ancora esercitate.
Esempio Numerico Completo
Ferro S.r.l. — CEO con sweet equity da 50.000 quote al prezzo di €0,10/quota (sweet price) su FMV di €1,00:
Investimento del CEO: 50.000 × €0,10 = €5.000 Valore di mercato al momento dell'uscita: 50.000 × €1,00 = €50.000
| Scenario | Categoria | Prezzo buyback | Il CEO riceve |
|---|---|---|---|
| Licenziato senza causa (anno 2 su 4) | Good leaver | FMV × % maturata (50%) | €50.000 × 50% = €25.000 |
| Dimissioni volontarie (anno 2) | Bad leaver | Solo investimento iniziale | €5.000 |
| Frode → licenziamento per giusta causa | Bad leaver aggravato | €0 | €0 |
| Exit dopo vesting completo (anno 4) | N/A — tutto maturato | FMV 100% | €50.000 |
Negoziare le Clausole Good/Bad Leaver
Dal lato management, le clausole da negoziare:
- •Definizione di good leaver: deve includere anche le dimissioni dopo X anni di servizio (es. "dimissioni dopo 3 anni di servizio continue sono good leaver") — protegge il manager da vesting trap
- •Prezzo bad leaver: mai zero per le quote già maturate — anche in caso di bad leaver il manager dovrebbe recuperare almeno il capitale investito
- •Periodo di buyback: la società/fondo dovrebbe avere un termine massimo per esercitare il buyback (es. 90 giorni) — il manager non può restare in posizione di incertezza indefinita
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Parte V — Sweet Equity: La Matematica del MIP PE
Cos'è la Sweet Equity
La sweet equity è la forma più comune di MIP nei deal PE italiani. Il manager acquista un pacchetto di azioni a un prezzo "agevolato" (il "sweet price") significativamente inferiore al valore di mercato. La differenza tra il prezzo pagato e il FMV è il "benefit" — che sarà tassato, ma crea skin in the game reale.
Dove il discount è tipicamente il 70-90% per management senior ```
Esempio: azioni della Newco (holding del deal) valgono €1,00. Il CEO acquista al "sweet price" di €0,10 — uno sconto del 90%. Ha investito €5.000 per 50.000 azioni.
Perché il prezzo agevolato? Il manager apporta il suo lavoro come contributo al valore della società — il prezzo agevolato remunera questa contribuzione futura. È anche un segnale: se il manager non crede nell'azienda abbastanza da investire anche solo €5.000, non è il manager giusto.
La Struttura a Due Classi: A Shares e B Shares
Nei deal PE italiani, la Newco (holding che detiene l'azienda acquisita) emette tipicamente due classi di azioni:
A Shares (Management): azioni a prezzo agevolato (sweet price), con diritti economici limitati finché non viene raggiunto l'hurdle del fondo. Dopo l'hurdle, partecipano all'upside residuo in misura sproporzionata rispetto all'investimento.
Ordinary Shares (Fondo): azioni a prezzo pieno. Il fondo è il primo a ricevere il ritorno dell'investimento. Dopo l'hurdle, condivide l'upside con il management.
L'Hurdle Rate — La Soglia di Accesso all'Upside
L'hurdle (o "preferred return") è il rendimento minimo che il fondo deve realizzare prima che il management possa partecipare all'upside tramite le A Shares.
Tipico PE deal italiano: 2x MOIC sulla equity investita ```
Logica: il fondo accetta di condividere l'upside col management, ma solo dopo aver recuperato almeno 2x il proprio investimento. Prima dell'hurdle, il management non partecipa economicamente all'exit.
La Catch-Up Provision
Dopo l'hurdle, alcuni MIP prevedono una catch-up provision: il management riceve una percentuale molto alta dei profitti incrementali fino a raggiungere la percentuale contrattuale del total pool, poi condivide proporzionalmente.
Catch-up phase: management riceve X% dei profitti sopra l'hurdle
fino a quando la sua quota cumulativa = sweet equity%
After catch-up: management riceve sweet equity% dei profitti rimanentiEsempio: fondo ha investito €12M, hurdle 2x = €24M. Exit a €60M equity (dopo debito). Management sweet equity 10%, catch-up 50%.
1. Fondo riceve €24M (ritorno 2x = return of capital + hurdle)
2. Catch-up: sui prossimi €X, management prende 50% fino a che
il management ha ricevuto il 10% del totale distribuito
3. Poi management prende 10% del residuoNella pratica, molti MIP italiani semplificano eliminando la catch-up e usando un waterfall diretto.
Il Waterfall del MIP all'Exit
Il waterfall definisce l'ordine di distribuzione dei proventi dell'exit tra tutti gli stakeholder. In un deal PE con MIP:
Proventi exit (EV - debito residuo)
│
├─ Step 1: Return of invested equity al fondo (€X)
│
├─ Step 2: Hurdle return al fondo (€Y = investimento × (hurdle − 1))
│
├─ Step 3: Sweet equity distribution al management (% del residuo)
│
└─ Step 4: Residuo diviso tra fondo e management
secondo le percentuali contrattuali---
Parte VI — La Matematica Completa: Caso Ferro S.r.l.
Setup del Deal
Il fondo NordCapital PE acquisisce Ferro S.r.l., produttore industriale milanese, con la seguente struttura:
| Voce | Importo |
|---|---|
| Enterprise Value (EV) | €30.000.000 |
| Debito acquisizione (LBO) | €18.000.000 |
| Equity investita dal fondo | €12.000.000 |
| Post-money cap table fondo | 95% della Newco |
| Sweet equity management | 5% della Newco |
Struttura MIP:
- •CEO: 3% della Newco (sweet price €0,10/quota, FMV €1,00/quota)
- •CFO: 2% della Newco (sweet price €0,10/quota)
- •Hurdle: 2x MOIC sull'equity investita
- •Vesting: 4 anni, cliff 12 mesi, linear mensile
- •Good leaver/bad leaver: standard PE
Investimento personale:
- •CEO: 3% × cap table Newco → acquista quote per €30.000 (a sweet price)
- •CFO: 2% → acquista quote per €20.000
Anno 4 — Exit a €60M EV
Equity proceeds = EV − Debito residuo = €60M − €12M = €48M
``(Il debito è sceso da €18M a €12M grazie al cash flow generato in 4 anni)
Step 2: Return of invested equity al fondo
``
Equity investita: €12M → Fondo recupera €12M
Residuo: €48M − €12M = €36M
``
Step 3: Hurdle return al fondo (2x totale) ``` 2x MOIC = €12M × 2 = €24M totale necessario Già ricevuto: €12M Hurdle residuo: €24M − €12M = €12M
Step 4: Sweet equity distribution
``
Residuo above hurdle: €24M
CEO (3% sweet equity): €24M × 3% = €720.000
CFO (2% sweet equity): €24M × 2% = €480.000
Fondo (95%): €24M × 95% = €22.800.000 (ma ha già ricevuto €24M di hurdle)
``
Totale ricevuto a exit:
| Stakeholder | Investito | Ricevuto | MOIC |
|---|---|---|---|
| Fondo | €12.000.000 | €12M + €12M + €22,8M = €46.800.000 | 3,9x |
| CEO | €30.000 | €720.000 | 24x |
| CFO | €20.000 | €480.000 | 24x |
Il punto chiave: il management ha investito €50.000 totali e riceve €1.200.000. Il MOIC del management (24x) è molto superiore al MOIC del fondo (3,9x) — è il "leveraged upside" dello sweet equity. Questo è esattamente il disegno intenzionale: il management prende rischio altissimo (il loro €50K potrebbe valere zero) in cambio di upside sproporzionato se il deal funziona.
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Parte VII — ESOP in Italia e Tassazione
L'ESOP (Employee Stock Option Plan) per Startup Italiane
Le startup italiane innovative possono strutturare un ESOP con vantaggi fiscali specifici introdotti dalla Legge di Bilancio 2017 e aggiornati nel 2022:
Requisiti per lo startup innovativa (art. 27 DL 179/2012):
- •Iscritta nella sezione speciale del Registro Imprese come startup innovativa
- •Non distribuisce utili da max 5 anni dalla costituzione
- •Sviluppa, produce o commercializza prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico
Regime agevolato ESOP startup innovativa:
- •Le stock option assegnate a dipendenti NON concorrono al reddito imponibile al momento dell'assegnazione
- •La tassazione avviene solo alla vendita delle azioni, come capital gain (aliquota 26%)
- •Risparmio vs reddito da lavoro: da 43% IRPEF marginale a 26% capital gain = risparmio di 17 punti
Tassazione delle Stock Option in Italia — Art. 51 TUIR
Per le società non startup innovative, la tassazione delle stock option è regolata dall'art. 51, comma 2, lett. g) del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi).
Regime generale:
Alla concessione: non tassato (il diritto non è ancora valore)
All'esercizio: tassato come reddito da lavoro dipendente
(valore FMV − strike price) × aliquota marginale IRPEF
Alla vendita: capital gain su (prezzo vendita − FMV all'esercizio)
aliquota 26%Regime agevolato per PMI innovative (art. 51, comma 2-bis TUIR, post 2020):
- •Non sono tassate al momento dell'esercizio
- •Tassazione solo alla vendita come capital gain (26%)
- •Condizione: le azioni devono essere detenute per almeno 1 anno dopo l'esercizio
Implicazione pratica per il management PE:
La sweet equity in un deal PE non beneficia dei regimi ESOP per startup (Ferro S.r.l. non è una startup innovativa). Il vantaggio fiscale si ottiene attraverso la strutturazione del MIP come equity investment:
- •Il manager compra realmente le azioni al sweet price — non le riceve gratis
- •Il "beneficio" (differenza sweet price vs FMV) è tassato come reddito da lavoro al momento dell'acquisto
- •Il gain all'exit (da FMV all'acquisto a prezzo di exit) è tassato come capital gain al 26%
Reddito da lavoro = (FMV − Sweet price) × Azioni acquistateCapital gain all'exit = (Exit price − FMV) × Azioni CEO: (€2,40 − €1,00) × 300.000 = €420.000 → 26% ```
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Parte VIII — Come Negoziare il MIP dal Lato Management
I 5 Punti Non Cedibili
1. Size del Pool La percentuale di sweet equity del management deve essere sufficiente da creare un incentivo economico reale. Regola empirica: il payout al management in caso di exit "buona" (MOIC 3-4x per il fondo) deve essere almeno 2-3× la RAL annua del manager. Con RAL di €200K, il CEO dovrebbe aspirare a un payout di €400-600K in un exit a 4 anni.
2. Hurdle Ragionevole L'hurdle 2x MOIC è market standard per deal PE italiani. Un hurdle di 3x o più è penalizzante — significa che il manager guadagna zero in quasi tutti gli scenari di exit realistici. Chiedi sempre: "Quanti deal nel vostro portfolio hanno fatto >3x MOIC?" Se la risposta è meno del 50%, l'hurdle 3x è irrealistico.
3. Definizione di Good Leaver Includi le dimissioni volontarie dopo 3 anni di servizio nella categoria good leaver. Senza questa clausola, il manager è "prigioniero" per tutta la durata del vesting — non può andarsene a nuove opportunità senza perdere tutto.
4. Vesting Period Massimo 4 anni. Un vesting a 5 anni con cliff a 1 anno e buona parte maturata solo all'anno 4 è una trappola — specialmente se l'exit window del fondo è anch'essa a 4 anni.
5. Leaver nel Caso di Exit Se il fondo vende l'azienda (exit), tutto il vesting dovrebbe accelerare automaticamente. Il management non dovrebbe rischiare di perdere quote non ancora maturate perché il fondo ha venduto prima del previsto.
Red Flag nei MIP
🚩 Hurdle > 2,5x MOIC — irrealistico in molti deal, azzera l'incentivo 🚩 Bad leaver anche per dimissioni dopo 2+ anni — il manager non può mai andarsene 🚩 Buyback a zero per bad leaver anche delle quote maturate — punizione eccessiva 🚩 Vesting > 5 anni senza clausola di accelerazione all'exit 🚩 Sweet equity < 2% per CEO senior — incentivo economicamente irrilevante 🚩 Nessuna clausola di anti-dilution — nei round futuri il management può essere diluito arbitrariamente 🚩 Metriche di performance basate su EBITDA di breve periodo senza collegamento all'exit — il Chrysler Problem 🚩 Discretion clause del fondo su chi è good/bad leaver — il fondo decide arbitrariamente la categoria in caso di uscita 🚩 Non-compete eccessivo (> 12 mesi, area geografica vasta) — limita il manager dopo l'uscita
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Caso Pratico Definitivo: Ferro S.r.l. — Il MIP Complete
Setup
Fondo NordCapital PE acquisisce Ferro S.r.l. (€30M EV). CEO Marco Bianchi negozia il MIP.
Prima proposta del fondo:
| Clausola | Proposta fondo | Analisi |
|---|---|---|
| Sweet equity CEO | 2% | Payout €48K su 2x exit — insufficiente |
| Hurdle | 2,5x MOIC | Aggressivo per deal industriale |
| Vesting | 5 anni, cliff 18 mesi | Troppo lungo |
| Good leaver | Solo licenziamento senza causa | Nessuna protezione per dimissioni |
| Bad leaver buyback | Zero su quote maturate | Inaccettabile |
| Acceleration all'exit | Nessuna | Il manager rischia di perdere equity se il fondo vende presto |
Contro-proposta di Marco:
| Clausola | Contro-proposta | Logica |
|---|---|---|
| Sweet equity CEO | 3% | Minimo per incentivo reale su €30M deal |
| Hurdle | 2x MOIC | Market standard |
| Vesting | 4 anni, cliff 12 mesi | Allineato all'exit window del fondo |
| Good leaver | Licenziamento + dimissioni dopo 3 anni | Protegge dopo commitment iniziale |
| Bad leaver buyback | Investimento pagato × 1,2x | Non zero, ma penalizzante |
| Acceleration all'exit | Double trigger | Protegge in caso di exit + licenziamento |
Accordo finale: 3% sweet equity, hurdle 2x, vesting 4 anni/cliff 12 mesi, good leaver include dimissioni dopo 30 mesi, bad leaver buyback a prezzo di acquisto, acceleration double trigger con 12 mesi post-closing.
Payout di Marco a exit €60M EV, debito residuo €12M:
``
Equity proceeds: €48M
Return capitale fondo: −€12M → residuo €36M
Hurdle fondo (2x): −€12M → residuo €24M
Marco (3%): €24M × 3% = €720.000
Marco ha investito €30.000 → MOIC 24x
``